Quante volte ci siamo goduti il sole, pensando solo al relax e all’abbronzatura, senza considerare i rischi a lungo termine? A volte, dimentichiamo che la nostra pelle è il primo scudo contro il mondo esterno, e che merita tutta la nostra attenzione.
Negli ultimi anni, ho notato una crescente consapevolezza, ma purtroppo anche un aumento dei casi di tumore della pelle, una realtà che tocca molti, anche qui in Italia.
È una preoccupazione reale che, se affrontata con la giusta informazione, può fare una grande differenza. Conoscere i segnali d’allarme e le strategie di prevenzione è fondamentale per proteggere noi stessi e chi amiamo.
Vi spiegherò tutto con certezza.
Quante volte ci siamo goduti il sole, pensando solo al relax e all’abbronzatura, senza considerare i rischi a lungo termine? A volte, dimentichiamo che la nostra pelle è il primo scudo contro il mondo esterno, e che merita tutta la nostra attenzione.
Negli ultimi anni, ho notato una crescente consapevolezza, ma purtroppo anche un aumento dei casi di tumore della pelle, una realtà che tocca molti, anche qui in Italia.
È una preoccupazione reale che, se affrontata con la giusta informazione, può fare una grande differenza. Conoscere i segnali d’allarme e le strategie di prevenzione è fondamentale per proteggere noi stessi e chi amiamo.
Vi spiegherò tutto con certezza.
Il Sole: Amico Leale o Traditore Silenzioso?

Molte volte, quando penso al sole, mi vengono in mente i pomeriggi spensierati dell’infanzia, le giornate al mare con la pelle che si scuriva rapidamente e la sensazione di libertà.
Crescendo, però, ho imparato che dietro quel calore e quella luce si nasconde una forza che va rispettata e compresa a fondo. Non è un nemico, intendiamoci, ma un alleato che può diventare insidioso se non trattato con la dovuta cautela.
Ho visto troppe persone sottovalutare i suoi effetti, complice magari la convinzione che “un po’ di colore fa bene” o che “il rossore poi diventa abbronzatura”.
La verità è che il sole, pur essendo essenziale per la vita e per la produzione di Vitamina D, può causare danni cumulativi alla nostra pelle, danni che non sempre si manifestano subito ma che possono emergere anni dopo.
La mia esperienza personale mi ha insegnato che prevenire è l’unica vera cura, e che la consapevolezza è il primo passo per godere appieno dei benefici del sole, minimizzandone i rischi.
Non si tratta di evitare il sole, ma di approcciarlo con intelligenza e rispetto.
L’Equilibrio Tra Vitamina D e Rischi Cutanei
È un dilemma che sento spesso dibattere: da un lato, la necessità di assumere Vitamina D, fondamentale per le ossa e il sistema immunitario, che il nostro corpo produce proprio grazie all’esposizione solare; dall’altro, il rischio di un’esposizione eccessiva.
Quante volte mi sono chiesta: “Quanto basta? E quanto è troppo?”. Ho scoperto che non servono ore e ore sotto il sole cocente.
Bastano 10-15 minuti di esposizione diretta, magari al mattino presto o nel tardo pomeriggio, per soddisfare il fabbisogno di Vitamina D, soprattutto per chi ha la pelle chiara.
L’importante è non arrivare mai all’arrossamento o alla scottatura, che sono chiari segnali di un danno cellulare. La chiave è la moderazione e l’ascolto del proprio corpo, senza cercare scorciatoie che possono rivelarsi pericolose nel lungo periodo.
Il Mito dell’Abbronzatura a Tutti i Costi
Siamo cresciuti con l’idea che l’abbronzatura sia sinonimo di bellezza e salute, quasi un trofeo da esibire al ritorno dalle vacanze. Io stessa, da adolescente, ho passato ore a cercare la “tintarella perfetta”, ignorando deliberatamente il rossore iniziale e il senso di bruciore.
Col tempo, ho capito che l’abbronzatura non è altro che la reazione della pelle al danno solare, un meccanismo di difesa per proteggere il DNA delle cellule.
Non è un segno di salute, ma di stress. Questa consapevolezza mi ha fatto cambiare radicalmente approccio, e ora preferisco una pelle sana e protetta a una doratura forzata, che, ahimè, può lasciare segni ben più profondi di una semplice macchia.
Decifrare i Segnali che la Tua Pelle Ti Manda
La nostra pelle è un organo incredibilmente eloquente, capace di comunicare con noi in modi sottili ma significativi. Il problema è che spesso siamo troppo distratti o semplicemente impreparati a cogliere questi messaggi.
Ho imparato, a mie spese, che ignorare anche il più piccolo cambiamento può avere conseguenze importanti. Ricordo un’amica che per mesi ha trascurato un piccolo neo sul braccio, pensando fosse una cosa da nulla, solo per scoprire poi che si trattava di qualcosa di più serio.
Da quel momento, ho fatto mio il principio che ogni anomalia merita attenzione, non panico, ma consapevolezza e un controllo. Non si tratta di vivere con la paura, ma di sviluppare una familiarità con il proprio corpo, un occhio critico e allo stesso tempo sereno, capace di notare variazioni che prima sarebbero passate inosservate.
La prevenzione, infatti, non è solo evitare il danno, ma anche intercettarlo precocemente.
La Regola dell’ABCDE: Una Guida Pratica per l’Auto-Esame
Questa è la prima cosa che ho imparato dai dermatologi e che ora condivido con chiunque mi chieda consigli. La regola dell’ABCDE è uno strumento semplicissimo ma potentissimo per l’auto-esame dei nei e delle macchie.
Ogni lettera rappresenta un criterio da valutare, e seguirla regolarmente può davvero fare la differenza. Me la sono tatuata mentalmente, e ora, ogni volta che mi guardo allo specchio o mi vesto, faccio una rapida scansione, soprattutto nelle aree meno esposte ma che possono comunque essere a rischio.
È diventata una routine naturale, come lavarsi i denti o pettinarsi.
- A come Asimmetria: Se dividi il neo a metà, le due parti sono identiche?
- B come Bordi: I bordi sono irregolari, frastagliati, o ben definiti?
- C come Colore: Il colore è uniforme o presenta sfumature diverse (nero, marrone, rosso, blu)?
- D come Dimensioni: Il diametro è superiore a 6 millimetri (la dimensione di una gomma da matita)?
- E come Evoluzione: Il neo è cambiato nel tempo (dimensioni, forma, colore, o ha iniziato a prudere o sanguinare)?
Macchie Sospette: Quando la Preoccupazione è Giusta
Non sono solo i nei a doverci allertare. A volte, la pelle può sviluppare macchie nuove, strane, che non rientrano nella descrizione classica del neo.
Mi è capitato di notare una piccola lesione che sembrava una ferita che non guariva, o una chiazza ruvida che non andava via. In questi casi, la prudenza non è mai troppa.
Non dobbiamo diventare ossessivi, ma dobbiamo imparare a fidarci del nostro istinto se qualcosa “non ci convince”. Un dermatologo saprà distinguere tra una semplice cheratosi seborroica o una lesione più preoccupante.
La cosa fondamentale è non minimizzare, non rimandare, e soprattutto, non cercare diagnosi fai-da-te su internet che spesso generano solo ansia inutile.
La Prevenzione Parte dalle Piccole Abitudini Quotidiane
Spesso pensiamo alla prevenzione come a qualcosa di grandioso e complesso, ma in realtà, sono le piccole, costanti abitudini che adottiamo ogni giorno a fare la vera differenza.
Non si tratta di rinunciare al sole o di vivere reclusi in casa, tutt’altro! Si tratta di imparare a convivere con esso in modo intelligente. Ho capito che la protezione solare non è un “optional” da usare solo al mare, ma una vera e propria arma segreta da sfoderare ogni giorno, anche in città, anche con il cielo coperto.
La pioggia o le nuvole non fermano completamente i raggi UV, e questa è una cosa che purtroppo molti sottovalutano. La mia routine quotidiana è cambiata radicalmente da quando ho iniziato a considerare la protezione della pelle come un gesto di cura per me stessa, al pari di bere acqua o mangiare sano.
L’Importanza di una Protezione Solare Consapevole
Quando parlo di protezione solare, non intendo solo la crema che mettiamo in spiaggia. È molto di più! Ho imparato a scegliere prodotti con un SPF (Fattore di Protezione Solare) elevato, almeno 30, ma preferibilmente 50+, e che siano a “largo spettro”, ovvero che proteggano sia dai raggi UVA che UVB.
E la cosa più importante: l’applicazione! Non basta metterla una volta al mattino. La crema va riapplicata ogni due ore, o più spesso se si suda, si nuota o ci si asciuga con l’asciugamano.
Sembra una seccatura, lo so, ma è un gesto che ho integrato e che ormai mi viene naturale. Ho sempre un tubetto in borsa, a portata di mano.
| Fattore | Descrizione | Consigli Utili |
|---|---|---|
| SPF (Fattore di Protezione Solare) | Indica la capacità di un prodotto di proteggere la pelle dagli UVB, che causano scottature. Un SPF 30 blocca circa il 97% dei raggi UVB, un SPF 50 blocca circa il 98%. | Scegliere sempre un SPF 30 o superiore. Per pelli molto chiare o sensibili, prediligere SPF 50+. |
| Protezione a Largo Spettro | Significa che il prodotto protegge sia dai raggi UVA (responsabili dell’invecchiamento cutaneo e del danno cellulare profondo) che UVB. | Cercare etichette come “Broad Spectrum” o il simbolo UVA cerchiato. Essenziale per una protezione completa. |
| Resistenza all’Acqua | Indica per quanto tempo il prodotto mantiene la sua efficacia dopo il contatto con l’acqua (40 o 80 minuti). | Anche i prodotti “water resistant” vanno riapplicati dopo il bagno o un’intensa sudorazione. Non sono “waterproof”. |
L’Abbigliamento che ti Protegge e l’Ombra, il Tuo Migliore Amico
A volte, la soluzione più semplice è anche la più efficace. Ho scoperto che l’abbigliamento può essere una barriera fisica insuperabile per i raggi UV.
Un cappello a tesa larga, occhiali da sole con protezione UV e abiti con tessuti fitti e colori scuri (paradossalmente, assorbono di più i raggi e proteggono meglio) sono i miei migliori alleati.
E poi c’è l’ombra. Quante volte ho visto persone disperate a cercare il sole a mezzogiorno, quando invece l’ombra è il rifugio più sicuro! Tra le 10 del mattino e le 4 del pomeriggio, i raggi UV sono più intensi.
È proprio in quelle ore che cerco riparo, o pianifico attività al chiuso. Sembra un piccolo sacrificio, ma è un grande investimento per la mia salute futura.
Il Tuo Medico: Un Faro Nella Nebbia dell’Incertezza
Non importa quanto tu sia attento nell’auto-esame o quanto bene tu conosca la regola dell’ABCDE; c’è una figura professionale che non può e non deve essere sostituita: il dermatologo.
Ricordo la mia prima visita di controllo dei nei, anni fa. Ero un po’ nervosa, non sapevo cosa aspettarmi. Ma la dottoressa è stata così professionale e rassicurante che da allora è diventata una tappa fissa della mia prevenzione annuale.
Non si tratta solo di far controllare una macchia che ci preoccupa, ma di sottoporsi a un esame completo della pelle, dalla testa ai piedi, anche in quelle zone che da soli non riusciamo a vedere bene.
È un po’ come fare la revisione all’auto: anche se non senti rumori strani, sai che è fondamentale per la tua sicurezza. E per la nostra pelle, che è il nostro organo più grande, questo è ancora più vero.
Quando Programmare una Visita Dermatologica
La frequenza delle visite dal dermatologo dipende da diversi fattori. Se hai molti nei, una storia familiare di melanoma, o se in passato hai avuto scottature solari gravi, la visita annuale è quasi obbligatoria.
Per altri, magari con meno fattori di rischio, ogni due anni potrebbe essere sufficiente, ma sempre su consiglio medico. E poi, c’è il “quando qualcosa cambia”.
Se noti un neo che cambia colore, dimensione, forma, che sanguina, prude o è doloroso, non aspettare l’appuntamento annuale. Contatta subito il tuo medico.
Non c’è mai “troppa cautela” quando si tratta di questo. La tempestività può essere letteralmente salvavita.
La Mappatura dei Nei: Un Investimento per la Tua Salute
La mappatura dei nei, o videodermatoscopia, è una tecnica avanzata che permette al dermatologo di fotografare e monitorare i nei nel tempo. È un processo digitale che crea una “mappa” della tua pelle.
Ho fatto la mia prima mappatura qualche anno fa e l’ho trovata incredibilmente utile. Permette di confrontare le immagini anno dopo anno e di rilevare anche le più piccole modificazioni che a occhio nudo sarebbero invisibili.
È un investimento, sì, ma la tranquillità che ti offre non ha prezzo. È come avere un “storico” della tua pelle, un dossier che aiuta il medico a individuare tempestivamente qualsiasi anomalia.
Smontando i Miti: Ciò che Devi Davvero Sapere sul Melanoma
Quante volte ho sentito frasi come “il melanoma viene solo se si è molto chiari di pelle” o “è solo una scottatura, passerà”? Purtroppo, attorno al tumore della pelle, e in particolare al melanoma, circolano ancora molti miti e false credenze che possono ritardare la diagnosi e mettere a rischio la nostra salute.
Da quando ho iniziato ad approfondire questo argomento, ho capito quanto sia cruciale distinguere la verità dalla fantasia. Ho parlato con medici, letto studi, e soprattutto, ho ascoltato le esperienze di chi ha affrontato questa malattia.
La disinformazione è un nemico subdolo, perché ci porta a sottovalutare i pericoli o, al contrario, a preoccuparci per cose insignificanti. È ora di fare chiarezza e armarci delle conoscenze giuste.
“Solo se mi scotto gravemente”: Il Danno Cronico è Reale
Uno dei miti più pericolosi è che il tumore della pelle sia legato solo alle scottature solari gravi, quelle con le bolle e il dolore intenso. Certo, quelle scottature aumentano esponenzialmente il rischio, specialmente in età infantile, ma la verità è che anche l’esposizione cronica e non protetta, il cosiddetto “micro-danno cumulativo” giorno dopo giorno, anno dopo anno, è un fattore di rischio enorme.
Ho visto persone che “non si sono mai scottate in vita loro” sviluppare lesioni cutanee pre-cancerose o anche tumori, proprio a causa di anni di esposizione non consapevole.
Non è la singola scottatura, ma la somma di tutte le esposizioni irresponsabili che conta.
“La Mia Pelle è Scura, Sono Salvo”: Nessuno è Completamente Immune
Questo è un altro mito molto diffuso, specialmente tra chi ha un fototipo di pelle più scuro. “Ah, io sono scuro, il sole non mi fa niente!” No, non è così.
Sebbene le persone con la pelle chiara abbiano un rischio maggiore di sviluppare tumori della pelle, nessuno è completamente immune. Il melanoma può colpire chiunque, indipendentemente dal colore della pelle.
Nelle persone con carnagione più scura, il melanoma tende a comparire più spesso in aree meno esposte al sole, come le piante dei piedi, i palmi delle mani, sotto le unghie o le mucose.
Questo spesso ne ritarda la diagnosi, rendendolo più pericoloso. La consapevolezza e l’auto-esame sono universali, validi per tutti.
Vivere la Vita all’Aperto Senza Paure Ingiustificate
Molti pensano che parlare di prevenzione del tumore della pelle significhi rinunciare a godersi la vita all’aria aperta. Non potrei essere più in disaccordo!
La vita è fatta per essere vissuta, esplorata, sentita sulla propria pelle (protetta, ovviamente!). Che sia una giornata in montagna, una passeggiata in riva al mare o un pic-nic in un parco cittadino, ci sono modi per godere di ogni istante senza esporci a rischi inutili.
L’obiettivo non è diventare paranoici, ma responsabili. Ho imparato che con le giuste precauzioni, posso continuare a fare le cose che amo, come lunghe passeggiate nella natura o il mio amato giardinaggio, senza dovermi preoccupare costantemente.
Si tratta di trovare un equilibrio, di essere informati e di agire di conseguenza, trasformando la paura in consapevolezza e il rischio in precauzione.
Dalla Spiaggia alla Montagna: Protezione Specifica per Ogni Ambiente
Non tutte le esposizioni solari sono uguali. Una giornata al mare richiede una protezione diversa da una escursione in montagna o una passeggiata in città.
In spiaggia, l’acqua e la sabbia riflettono i raggi solari, aumentando l’intensità dell’esposizione. Per questo, la riapplicazione frequente della crema solare e l’uso di un ombrellone sono cruciali.
In montagna, l’altitudine riduce il filtro naturale dell’atmosfera, e i raggi UV sono più intensi; inoltre, la neve riflette fino all’80% dei raggi. Qui, occhiali da sole di qualità e abbigliamento protettivo diventano ancora più importanti.
Anche in città, non dobbiamo abbassare la guardia: i raggi UV ci raggiungono attraverso le finestre o durante le brevi esposizioni quotidiane. Ogni ambiente ha le sue peculiarità, e conoscerle ci permette di adattare le nostre strategie.
I Bambini e gli Anziani: La Protezione Più Vulnerabile
Ci sono due fasce d’età che meritano un’attenzione particolare: i bambini e gli anziani. La pelle dei bambini è estremamente delicata e vulnerabile. Le scottature subite in età infantile aumentano drasticamente il rischio di melanoma in età adulta.
Per questo, è fondamentale proteggerli con cappellini, abbigliamento specifico anti-UV e creme solari ad altissimo SPF, evitando l’esposizione diretta nelle ore più calde.
Per gli anziani, la pelle è più sottile, fragile e ha accumulato decenni di esposizione solare. Hanno bisogno di idratazione costante e di una protezione altrettanto rigorosa.
Ho sempre cercato di sensibilizzare i miei cari più anziani sull’importanza di queste precauzioni, spiegando che non è mai troppo tardi per iniziare a prendersi cura della propria pelle.
Il Futuro della Diagnosi e della Prevenzione: Uno Sguardo Avanti
Mentre ci concentriamo su ciò che possiamo fare oggi per proteggere la nostra pelle, è entusiasmante pensare a come la scienza e la tecnologia stiano evolvendo per offrirci strumenti sempre più efficaci nella diagnosi precoce e nella prevenzione.
Non si tratta di fantascienza, ma di realtà che stanno già cambiando il modo in cui affrontiamo il tumore della pelle. Il mondo della ricerca medica è in fermento, con scoperte continue che ci danno speranza per un futuro in cui il melanoma e gli altri tumori cutanei possano essere intercettati ancora più precocemente, o addirittura prevenuti con strategie innovative.
È un settore dinamico, e rimanere aggiornati è fondamentale per cogliere le opportunità che queste innovazioni ci offrono.
Tecnologie Innovative per il Monitoraggio Cutaneo
Negli ultimi anni, ho assistito a progressi incredibili nel campo della dermatoscopia digitale e dell’intelligenza artificiale applicata alla diagnosi.
Oltre alla mappatura dei nei di cui ho parlato, stanno emergendo app e dispositivi portatili che promettono di aiutare le persone a monitorare i propri nei a casa, inviando le immagini a dermatologi per una valutazione a distanza.
Sebbene questi strumenti non sostituiscano la visita specialistica, possono essere un valido aiuto per aumentare la consapevolezza e incoraggiare controlli più tempestivi.
La mia sensazione è che queste tecnologie diventeranno sempre più integrate nella nostra routine di benessere, rendendo la prevenzione più accessibile e personalizzata.
La Ricerca Continua: Nuove Speranze per Trattamenti e Prevenzione
La ricerca scientifica non si ferma mai, e questo è un aspetto che mi infonde grande speranza. Ogni giorno, gli scienziati lavorano per comprendere meglio i meccanismi molecolari del tumore della pelle, per sviluppare nuove terapie e, ancora più importante, per mettere a punto strategie di prevenzione sempre più mirate.
Si studiano nuovi filtri solari, farmaci che possano ridurre il rischio in soggetti ad alto rischio, e vaccini terapeutici. Non possiamo ignorare questi progressi.
Credo che la conoscenza di queste nuove frontiere non solo ci rassicuri, ma ci dia anche la motivazione a fare la nostra parte oggi, sapendo che il futuro della prevenzione è luminoso e in continua evoluzione.
Concludendo
Abbiamo percorso insieme un cammino importante, esplorando l’equilibrio tra il nostro amore per il sole e la necessità imprescindibile di proteggere la nostra pelle.
Ricordate, la prevenzione non è un limite alla vostra libertà, ma un atto d’amore profondo verso voi stessi e verso la vita che desiderate vivere appieno.
Spero che queste riflessioni, frutto delle mie esperienze e delle conoscenze acquisite, vi siano state utili per fare della cura della vostra pelle una priorità consapevole, non una fonte di ansia.
Godetevi ogni raggio di sole, ma fatelo con intelligenza e rispetto.
Informazioni Utili
1. Programmate una visita dermatologica annuale per un controllo completo dei nei, soprattutto se avete fattori di rischio specifici o una storia familiare di tumori della pelle.
2. Usate quotidianamente una protezione solare ad ampio spettro (UVA/UVB) con SPF 30 o superiore, riapplicandola ogni due ore o dopo aver sudato/nuotato.
3. Cercate l’ombra durante le ore di punta (tra le 10:00 e le 16:00), quando i raggi UV sono più intensi e dannosi.
4. Indossate abbigliamento protettivo come cappelli a tesa larga, occhiali da sole con filtro UV e vestiti con tessuti densi per creare una barriera fisica.
5. Eseguite regolarmente l’auto-esame della pelle seguendo la regola dell’ABCDE per monitorare i nei e le macchie sospette, e non esitate a consultare un medico in caso di cambiamenti.
Punti Chiave
La consapevolezza è la vostra migliore difesa: imparate a leggere i segnali che la vostra pelle vi invia e non sottovalutate mai anche il più piccolo cambiamento.
La protezione solare deve diventare una routine quotidiana, non solo un gesto estivo. Ricordate che l’abbronzatura è una reazione al danno, non un segno di salute.
Infine, il dermatologo è il vostro alleato insostituibile per una diagnosi precoce e per un percorso di prevenzione personalizzato. Non abbiate timore di chiedere aiuto o di approfondire le vostre conoscenze; la vostra salute è il bene più prezioso.
Domande Frequenti (FAQ) 📖
D: Quante volte ci siamo goduti il sole, pensando solo al relax e all’abbronzatura, senza considerare i rischi a lungo termine? A volte, dimentichiamo che la nostra pelle è il primo scudo contro il mondo esterno, e che merita tutta la nostra attenzione. Negli ultimi anni, ho notato una crescente consapevolezza, ma purtroppo anche un aumento dei casi di tumore della pelle, una realtà che tocca molti, anche qui in Italia. È una preoccupazione reale che, se affrontata con la giusta informazione, può fare una grande differenza. Conoscere i segnali d’allarme e le strategie di prevenzione è fondamentale per proteggere noi stessi e chi amiamo. Vi spiegherò tutto con certezza. In base a quanto detto, quali sono le strategie di prevenzione più efficaci che possiamo adottare, considerando anche il nostro stile di vita mediterraneo e l’amore per il sole?
R: Questa è una domanda fondamentale, e mi tocca nel profondo perché ho visto tante persone, me compreso in passato, sottovalutare l’importanza di una protezione solare adeguata.
Personalmente, ho imparato che la prevenzione non è rinunciare al sole – impossibile per noi italiani! – ma imparare a volergli bene senza farsi male.
La prima cosa, ed è un mantra che ripeto a chiunque, è l’uso costante della crema solare con un fattore di protezione elevato, direi almeno un SPF 30 o, meglio ancora, 50.
E non basta metterla una volta la mattina, eh! Va riapplicata generosamente ogni due ore, o più spesso se si fa il bagno, si suda molto o si sta sulla sabbia.
Io ho l’abitudine di tenerne sempre una in borsa, ovunque vada. Poi, cercate l’ombra nelle ore più calde della giornata, tipicamente tra le 10 e le 16.
Magari in spiaggia sotto un ombrellone, o in città riparati dai portici. Un cappello a falda larga e gli occhiali da sole non sono solo un accessorio di moda, credetemi, sono una barriera indispensabile per le zone più esposte come viso e occhi.
E non dimentichiamo i vestiti: tessuti leggeri ma coprenti possono fare miracoli. Insomma, è una questione di rispetto per la nostra pelle, non di paura del nostro magnifico sole.
D: Hai parlato di “segnali d’allarme”. Quali sono esattamente i cambiamenti o le caratteristiche che dovrei cercare su un neo o una macchia della mia pelle che potrebbero indicare un problema?
R: Questa è la parte più delicata e cruciale, quella dove dobbiamo imparare ad essere un po’ “investigatori” della nostra pelle. Da quello che ho appreso e sperimentato, anche attraverso il confronto con specialisti, c’è una regola che trovo utilissima e facile da ricordare, il cosiddetto “ABCDE” dei nei.
È un po’ come una lista di controllo che tutti dovremmo avere in mente:
Asimmetria: Immaginate di dividere il neo a metà; se le due parti non combaciano, attenzione.
Bordi: Se i bordi sono irregolari, frastagliati, indistinti o “sfumati”, non è un buon segno. Un neo sano di solito ha contorni netti e regolari. Colore: Se il colore non è uniforme, presenta sfumature diverse (marrone, nero, rosso, bianco o addirittura blu) o macchie.
Dimensione: Se il diametro è superiore ai 6 millimetri (più o meno la dimensione di una gomma da matita). Un neo che cresce rapidamente merita sempre attenzione, a prescindere dalla sua dimensione iniziale.
Evoluzione: Questo è forse il punto più importante per me. Se notate qualsiasi cambiamento nel tempo – che sia nella dimensione, nella forma, nel colore, o se inizia a sanguinare, prudere, o a formare croste.
Io, ad esempio, ho preso l’abitudine di controllare la mia pelle una volta al mese, magari dopo la doccia, prestando attenzione anche a quelle zone meno visibili come il cuoio capelluto o la schiena, magari con l’aiuto di uno specchio o del partner.
Non è per ossessionarsi, ma per imparare a conoscere la propria pelle e capire quando qualcosa non va come dovrebbe.
D: Quando è il momento giusto per smettere di preoccuparsi da soli e rivolgersi a un medico per un controllo di un neo sospetto? È sempre meglio prevenire che curare in questi casi?
R: Assolutamente sì, “prevenire è meglio che curare” è la regola d’oro in questi casi, senza se e senza ma. Dalla mia esperienza e da quella di tante persone che conosco, la più grande errore è la titubanza, l’idea di “tanto passerà” o “non sarà nulla”.
Se notate anche uno solo dei segnali dell’ABCDE che ho appena descritto, o se semplicemente un neo o una nuova macchia vi “sospetta”, vi dà quella sensazione di qualcosa che non va – magari prude senza motivo, sanguina, o ha un aspetto che vi inquieta – il mio consiglio è di non aspettare.
Alzate la cornetta e prendete un appuntamento con un dermatologo. Qui in Italia abbiamo eccellenti professionisti e, credetemi, preferiscono di gran lunga fare un controllo in più e dirvi che non è nulla, piuttosto che trovarsi di fronte a situazioni più complesse perché si è aspettato troppo.
Non c’è mai da vergognarsi o sentirsi “eccessivi” nel chiedere un parere medico quando si tratta della propria salute. Quella piccola visita, quel minuto in cui un esperto vi guarda il neo, può fare tutta la differenza del mondo.
È un gesto d’amore verso voi stessi, un modo per tutelare la cosa più preziosa che abbiamo: la nostra vita e la nostra salute.
📚 Riferimenti
Wikipedia Encyclopedia
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